di Elena Codeluppi.
Siamo iperconnessi, multitasking, continuamente sollecitati. Ma che prezzo paghiamo per questa connessione continua? È la domanda al centro del nuovo appuntamento del ciclo “La gentilezza come forza”, promosso dal network Zirrafa, in programma lunedì 3 giugno alle ore 18.00 presso Spazio Joivy a Milano.
L’incontro, dal titolo “Cuoricini: l’amore ai tempi dello smartphone”, vedrà dialogare Alessio Conti, consulente e formatore in ambito marketing, e Maria Grazia Schembri, counselor e formatrice, per esplorare come la relazione con la tecnologia influenzi il nostro equilibrio interiore, la nostra lucidità, la nostra quotidianità.
Abbiamo fatto ad Alessio alcune domande per entrare nel cuore dell’incontro.

Da dove nasce il tuo interesse per il benessere digitale?
«Sono partito dal mio lavoro, quello di consulente e formatore in ambito marketing. In questi anni ho avuto la possibilità di osservare da vicino come le tecnologie digitali stiano trasformando il lavoro e la vita delle persone. Se da una parte ci sono indubbi vantaggi – in termini di accesso, velocità, possibilità – dall’altra ho cominciato a vedere gli effetti negativi di questa iperconnessione. La perdita di attenzione, la difficoltà a concentrarsi, l’aumento dello stress. E tutto questo, prima ancora che sui risultati lavorativi, incide sul benessere delle persone.
Da qui è nato il mio desiderio di approfondire. Ho iniziato con progetti in contesti come la Design Week di Milano, Bologna, Praga. Poi sono arrivati studi più mirati sulle neuroscienze, fino al percorso che sto seguendo oggi in Contemplative Studies all’Università di Padova. Non è solo un interesse professionale, è diventato una missione: condividere strumenti per costruire un rapporto più equilibrato con la tecnologia, per non esserne fagocitati.
Che tipo di pratiche suggerisci per migliorare questo rapporto?
«Non amo essere prescrittivo. Non credo nelle regole uguali per tutti. Quello che propongo è prima di tutto un cambio di sguardo. Capire come funzioniamo: il nostro cervello, il nostro corpo, le nostre emozioni… e anche come funzionano gli algoritmi. Per poi trovare un equilibrio che sia nostro, autentico.
Detto questo, esistono accorgimenti utili. Uno dei più semplici è quello di stabilire momenti o spazi “tech free” nella nostra giornata o nella nostra casa. Ritagliarsi tempi di silenzio, in cui disintossicarsi dalla sovrastimolazione continua, può fare davvero la differenza. Anche solo evitare l’uso dello smartphone nella prima mezz’ora del mattino e nell’ultima prima di dormire è già un gesto potente. Il mattino è un tempo in cui orientiamo la mente e il cuore. La sera, invece, è il momento per fare un bilancio, rilassarsi, lasciare andare. Spegnere gli schermi ci aiuta a connetterci con ciò che sentiamo davvero.
E se volessimo iniziare a cambiare qualcosa, da dove possiamo partire?
«Da ciò che ci fa stare bene. Una passeggiata nel verde, una corsa, un po’ di yoga o di meditazione, un’attività fisica che ci riporti nel corpo. Rallentare, respirare, osservare. Siamo immersi in una sovrapproduzione di informazioni: se non bilanciamo, rischiamo di perderci. Per questo parlo spesso di “doccia emotiva”: un momento della giornata per chiederci che tempo fa dentro di noi. E agire di conseguenza. Non c’è un’unica ricetta, ma ci sono gesti quotidiani che possono rimetterci al centro della nostra vita.
📍Come partecipare
📆 Lunedì 3 giugno
🕕 Ore 18.00
📍 Spazio Joivy, Viale Montenero 6, Milano
🎟️ Ingresso gratuito con registrazione al link:
👉 https://www.zirrafa.com/post/via-al-ciclo-di-eventi-la-gentilezza-come-forza-il-potere-delle-parole-che-contano
Il dialogo tra Alessio Conti e Maria Grazia Schembri, moderato da Maria Aprile, sarà un’occasione per riflettere e sperimentare insieme. Per fare spazio. Per ascoltarsi. Per restare umani in un mondo che spesso corre troppo.