Perchè no? Investire in comunicazione accessibile è un’opportunità.

di Elena Codeluppi

L’attenzione delle aziende italiane verso la comunicazione accessibile è cresciuta. Questo cambiamento è stato accelerato dalla certificazione di genere e dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) il 28 giugno 2025, che impone a tutte le imprese, comprese le PMI, di garantire l’accessibilità dei propri prodotti e servizi digitali, come siti web, app e piattaforme e-commerce.

Secondo l’EY European DEI Index, però solo il 6% delle aziende in Italia sta realmente sviluppando una cultura inclusiva sul posto di lavoro . Questo indica che, sebbene ci siano stati progressi, c’è ancora molto da fare per integrare l’accessibilità nella strategia aziendale e non considerarla una formazione da fare in un’ora d’aula.

Investire in un percorso di accessibilità infatti non è solo una risposta a obblighi normativi, ma rappresenta anche un’opportunità strategica. Si tratta di fare una scelta che ha un impatto culturale, reputazionale e organizzativo, e che oggi più che mai rappresenta una leva di valore anche in termini economici.

Una questione di cultura aziendale

Quando un’azienda sceglie di comunicare in modo ampio, sta allenando i propri dipendenti a vedere le differenze — cognitive, linguistiche, sensoriali, culturali — non come ostacoli ma come prospettive arricchenti.
Questo tipo di percorso aiuta a far emergere bias inconsapevoli, a riflettere sul proprio modo di esprimersi, a riconoscere i privilegi linguistici e digitali che spesso diamo per scontati e a sviluppare capacità empatiche.

Una leva per distinguersi

Giovani professionisti e professioniste — soprattutto quelli attenti a valori come sostenibilità, giustizia sociale e benessere — valutano con attenzione anche il tono, la chiarezza e l’apertura dei messaggi aziendali. Le organizzazioni che investono in D&I ottengono ritorni migliori, non solo in termini di clima ma anche di brand reputation, fidelizzazione e innovazione.

Il Diversity Brand Index 2025 ha evidenziato che i brand inclusivi registrano una crescita dei ricavi superiore, pari al 24%, rispetto a quelli percepiti come non inclusivi.  Inoltre, il 76% dei consumatori tende a scegliere società che promuovono la diversità, percependo questi brand come più responsabili e attenti alle esigenze sociali.  
La comunicazione accessibile diventa, così, parte integrante di un posizionamento valoriale distintivo, capace di rendere l’azienda più riconoscibile, affidabile e allineata alle attese delle nuove generazioni.

Soft skills, creatività, innovazione

I percorsi di accessibilità potenziano le competenze trasversali dei team. Non si tratta solo di imparare a usare parole più semplici o interfacce intuitive. Si tratta di stimolare nuove modalità di pensiero, sviluppare la capacità di ascoltare punti di vista diversi, di adattare messaggi e processi a contesti variabili. Queste pratiche alimentano la creatività e il problem solving, e diventano parte integrante di una cultura dell’innovazione che si nutre di pluralità, non di omologazione.

Per migliorare la consapevolezza delle diversità tra i dipendenti

Un percorso di comunicazione accessibile aiuta chi lavora in azienda a riconoscere i propri privilegi comunicativi, a comprendere come differenze linguistiche, cognitive, culturali o sensoriali possano influenzare l’efficacia dei messaggi e la partecipazione attiva. In questo processo di consapevolezza, emergono nuovi modi di ascoltare e di farsi capire, si aprono spazi di confronto più equi, capaci di accogliere anche chi si è sempre sentito escluso dai codici abituali del linguaggio aziendale. Persone con disabilità, neurodivergenze, background migratori o semplicemente poco familiari con il gergo tecnico trovano finalmente voce e legittimità. Il risultato è una comunicazione più attenta, che alimenta il dialogo interno, riduce i conflitti e rafforza la collaborazione tra colleghi e colleghe. Quando ognuno si sente riconosciuto per ciò che è, con i propri strumenti e i propri tempi, il senso di appartenenza cresce, e con esso la qualità del lavoro condiviso.

Per migliorare l’attrattività aziendale

In un contesto dove i valori contano tanto quanto le competenze, la comunicazione diventa un segno tangibile di coerenza e responsabilità. Saper parlare a tutti e tutte contribuisce a costruire una reputazione solida, credibile e allineata ai valori della sostenibilità sociale. Molte opportunità — bandi pubblici, appalti, partnership — richiedono ormai criteri di accessibilità ben definiti, e le aziende che li rispettano sono considerate interlocutori più affidabili e lungimiranti.

Per sviluppare le soft skills di team e persone

Affrontare la complessità del presente è un allenamento continuo all’empatia, alla capacità di ascoltare, di adattare il proprio linguaggio e di esercitare il pensiero critico. Per rendere un messaggio comprensibile a tutti non basta semplificare: serve mettersi in discussione, esplorare nuove modalità espressive, sperimentare. È un processo che stimola la creatività e rafforza l’efficacia comunicativa, aprendo nuove vie per costruire relazioni professionali più autentiche. In questo contesto, la comunicazione accessibile diventa anche uno strumento di innovazione: supporta i processi di design thinking e co-progettazione, spinge i team a includere punti di vista diversi e valorizza contributi che spesso restano inascoltati. Coltivare queste abilità non è solo utile: è necessario, se si vuole costruire un’organizzazione capace di evolvere insieme alle persone che la abitano.

Ci vediamo in aula?